
La critica romantica ha restituito un’immagine della letteratura medievale fondata sulla libertà creativa dei grandi autori e del loro rifiuto di ogni estetica normativa e di ogni criterio di genere o di stile. Se da un lato tale immagine ha permesso di valorizzare i grandi capolavori del basso medioevo, dall’altro essa mette in sordina la presenza di una riflessione sui generi e sulle forme poetiche. A partire da una pluralità di approcci che rinnovano lo studio dei generi letterari — dalla narratologia all’estetica della ricezione, dall’intertestualità alla nuova retorica — i contributi del presente volume indagano il ruolo delle coordinate di genere e di stile nella concezione, nell’interpretazione e nella ricezione dei grandi capolavori delle tre corone e di autori francesi medievali.
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