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Simbolo, metafora, esistenza. Saggi in onore di Mario Trevi-

A Mario Trevi, la figura più significativa dello junghismo italiano, dobbiamo la profonda revisione critica del pensiero di Jung, del suo innatismo archetipale e di un certo suo sostanzialismo; ma soprattutto cogliamo sempre più la sua meditata e convincente attenzione a valorizzare l’individuazione (la Selbst-werdung) di fronte alla mente neurona­le e alla gruppalità emergente, e ci sen­tiamo presi a fondo dalla sua teoresi che focalizza la funzione simbolica come attività sintetizzatrice degli opposti.

Nei suoi più noti transiti di pensiero […] egli coglie costantemente la pro­fonda storicità della psicologia come scienza di frontiera tra natura e cultura, tra discorso della psiche e discorso sulla psiche.

Il superamento del relativismo junghiano […] da lui cercato […] ha pro­posto di elaborare quella che vorrei indicare come una psicologia dialogica con forte declinazione ermeneutica, aperta all’esercizio dell’autolimitazione ma attenta anche ai pericoli del relativi­smo, solo apparentemente tollerante.