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Edizione Polaris (1995)
Quando si parla dei Tarocchi come metodo divinatorio, bisogna ricordare che, pur potendo uti-
lizzare le carte come base, è sempre necessario fare appello all’intuizione della persona che le interroga, che deve essere dotata di una specie di sesto senso, della capacità di “vedere oltre” il loro signifi- cato classico e stabilito. Insomma i Tarocchi servono ad esprimere ciò che ognuno porta dentro di sè.
La facoltà di prevedere è legata anche al dono dell’intelligenza. Chi è alla ricerca di un analisi
esauriente, del perchè o del motivo di ogni cosa, non può certo credere con facilità alla realtà di tale capacità. Un po’ di immaginazione è indispensabi- le per giungere alla comprensione del significato occulto delle carte. Si consiglia una pratica lunga e costante, in modo da permettere che si stabilisca un vincolo più saldo tra il nostro “io” e le figure rappresentate sui Tarocchi.
L origine della parola e quello delle stesse carte è oscuro. Alcuni esperti in materia affermano che il nome deriva dall’egizio, altri invece sostengono che
si tratti dell’erronea evoluzione della parola taro-tee, che indica il retro delle prime carte costituito da linee intrecciate trasversali di diversa lunghez- za, disegno mantenuto anche sulle carte moderne. Alcune carte antiche avevano una bordatura argentata, con una spirale di minuscoli punti che erano detti tares; anche questo può essere un moti- vo per cui le carte così decorate vennero dette inseguito Tarocchi. Oggigiorno questa pratica è estesa al mondo intero e le carte sono in vendita nei luoghi più disparati. La cosa certa è che i Tarocchi, in particolare i
22 Arcani Maggiori, sono strettamente correlati alla nostra vita quotidiana. Insieme agli Arcani Mi- nori o alle carte italiane (spade, bastoni, coppe ed ori) ci permettono di ottenere un’esauriente panorama non solo della vita passata, ma anche e soprat- tutto di quella futura, solo a patto di essere davvero in grado di decifrare il senso favoloso e misterioso
di questo mazzo di carte noto con il nome simbolico di TAROCCHI.
lizzare le carte come base, è sempre necessario fare appello all’intuizione della persona che le interroga, che deve essere dotata di una specie di sesto senso, della capacità di “vedere oltre” il loro signifi- cato classico e stabilito. Insomma i Tarocchi servono ad esprimere ciò che ognuno porta dentro di sè.
La facoltà di prevedere è legata anche al dono dell’intelligenza. Chi è alla ricerca di un analisi
esauriente, del perchè o del motivo di ogni cosa, non può certo credere con facilità alla realtà di tale capacità. Un po’ di immaginazione è indispensabi- le per giungere alla comprensione del significato occulto delle carte. Si consiglia una pratica lunga e costante, in modo da permettere che si stabilisca un vincolo più saldo tra il nostro “io” e le figure rappresentate sui Tarocchi.
L origine della parola e quello delle stesse carte è oscuro. Alcuni esperti in materia affermano che il nome deriva dall’egizio, altri invece sostengono che
si tratti dell’erronea evoluzione della parola taro-tee, che indica il retro delle prime carte costituito da linee intrecciate trasversali di diversa lunghez- za, disegno mantenuto anche sulle carte moderne. Alcune carte antiche avevano una bordatura argentata, con una spirale di minuscoli punti che erano detti tares; anche questo può essere un moti- vo per cui le carte così decorate vennero dette inseguito Tarocchi. Oggigiorno questa pratica è estesa al mondo intero e le carte sono in vendita nei luoghi più disparati. La cosa certa è che i Tarocchi, in particolare i
22 Arcani Maggiori, sono strettamente correlati alla nostra vita quotidiana. Insieme agli Arcani Mi- nori o alle carte italiane (spade, bastoni, coppe ed ori) ci permettono di ottenere un’esauriente panorama non solo della vita passata, ma anche e soprat- tutto di quella futura, solo a patto di essere davvero in grado di decifrare il senso favoloso e misterioso
di questo mazzo di carte noto con il nome simbolico di TAROCCHI.
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