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La Rivoluzione francese costituisce, insieme a quelle olandese e inglese del XVII secolo, il coronamento della lunga evoluzione economica e sociale che ha reso la borghesia padrona del mondo. L’originalità della società francese, come di quella inglese, consisteva infatti proprio nella presenza, tra il popolo e l’aristocrazia, di una forte classe borghese, che aveva a poco a poco elaborato la propria ideologia e formato i quadri di una società di tipo nuovo. Ma da dove aveva origine quell’accumulazione di «beni mobili» prodotta dalle imprese commerciali e poi industriali, che aveva reso possibile il formarsi e il rafforzamento di questa nuova classe? La Rivoluzione si spiega in ultima analisi, questa la tesi di Soboul, con le contraddizioni presenti nei rapporti di produzione e tra le forze produttive. Una rivoluzione che segnò la fine di tutto un «antico regime» e d’un ormai arcaico rapporto di produzione, d’un ampio arco di storia in fase degenerativa, con la sua aristocrazia corrotta ed un istituto monarchico pletorico e in dissesto, ma anche con nuove, ben caratterizzate, coscienti e polemiche forze produttive. Una rivoluzione che segnò la fine di tutto un «antico regime» e d’un ormai arcaico rapporto di produzione, d’un ampio arco di storia in fase degenerativa, con la sua aristocrazia corrotta ed un istituto monarchico pletorico e in dissesto, ma anche con nuove, ben caratterizzate, coscienti e polemiche forze produttive. ALBERT SOBOUL, uno dei maggiori storici di Francia, fu allievo e collaboratore di Georges Lefebvre, al quale successe nella direzione di alcuni tra i più importanti organismi di ricerca sulla Rivoluzione francese. Divenne noto per aver condotto gli studi più approfonditi sui movimenti popolari che diedero vigore e significato alla Rivoluzione.