
La Resistenza non è di moda. È considerata una “cosa di sinistra”. Si dimentica il sangue dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, e dei militari come il colonnello Montezemolo. Si dimentica che i partigiani non furono tutti sanguinari vendicatori ma anzi vennero braccati, torturati, impiccati ed esposti per terrorizzare i civili; e che i “vinti”, i “ragazzi di Salò”, per venti mesi ebbero il coltello dalla parte del manico, e lo usarono. Neppure il Risorgimento è di moda. Si dimentica che nel 1848 insorse l’Italia intera. Che l’Italia è una cosa seria. È molto più antica di 150 anni; è nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati. Aldo Cazzullo ne racconta la storia. Respinge l’idea leghista e la retorica del Belpaese. Prefigura la nascita di un “partito della nazione”. E avanza un’ipotesi: che in fondo gli italiani siano intimamente legati all’Italia più di quanto loro stessi pensino. Prefazione di Francesco De Gregori.
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