Sottobanco.
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Esiste un’influenza delle tecnologie digitali sulle dinamiche relazionali fra studenti e studenti e fra studenti ed insegnanti? E sul clima sociale in classe? Le risposte in nella ricerca svolta in due scuole secondarie di primo grado di Bologna e altrettanti collèges parigini, realizzata secondo una prospettiva fenomenologico-qualitativa.
Le tecnologie digitali nella scuola di oggi non rappresentano solo un potente motore di cambiamento per i processi didattici, ma influenzano sensibilmente anche gli equilibri relazionali fra i diversi attori coinvolti nella relazione educativa.
Esiste un’influenza delle tecnologie sulle dinamiche relazionali che intercorrono fra studenti e studenti e fra studenti ed insegnanti? Esiste un rapporto rapporto fra le relazioni mediate da contesti digitali e il clima sociale di un ambiente di apprendimento?
Quanto gli studenti dipendono dalle relazioni mediate da contesti digitali per soddisfare i loro bisogni relazionali? Che percezione hanno studenti ed insegnanti delle dinamiche relazionali mediate da contesti digitali? E come vedono il ruolo della scuola all’interno di questa problematica? Col tentativo di fornire una risposta a questi interrogativi, il volume nasce da un lavoro di ricerca, svolto in due scuole secondarie di primo grado di Bologna e altrettanti collèges parigini, finalizzato ad indagare il rapporto fra le relazioni mediate da contesti digitali e il clima sociale degli ambienti di apprendimento secondo una prospettiva fenomenologico-qualitativa.
Il quadro che emerge risulta connotato da una forte varietà in termini di preconcetti, rappresentazioni, pratiche, e fa emergere criticamente un fenomeno che il più delle volte rimane celato, nascosto, “sottobanco”. Fenomeno che però esiste, permane, si manifesta con forza e spesso coglie impreparati insegnanti e genitori, i quali si trovano a dover gestire situazioni di conflitto quando ormai è troppo tardi, attraverso strategie vicine al divieto e all’interdizione, quando invece le tecnologie digitali potrebbero rappresentare nuovi spazi per il dialogo e inusitate opportunità educative.