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Quando un malato è grave, come lo è la Calabria, è necessario e doveroso concentrarsi sulla sua patologia, perché parlare delle sue parti sane e belle non solo sarebbe controproducente per il malato, ma sarebbe anche fumo negli occhi a uso e consumo degli interessi arrivistici di chi scrive.
Si può credere in un futuro più roseo illudendosi che sia già in atto, o che sia già esistito in un passato recente, oppure – ed è la strada qui scelta – si può decidere di affrontare con lucidità, senza infingimenti consolatori, un’anamnesi radicale quanto dovuta. […]
La Calabria è una regione povera, con un livello disastroso di disoccupazione, di evasione fiscale e di altri parametri. È la patria di una delle organizzazioni criminali più estese e pericolose al mondo, che registra la presenza di cosche armate ricche e violente in più continenti. Non c’è forse un rapporto tra la cultura popolare calabrese e questo tipo peculiare di mafia?
Alessandro Tarsia è nato a Siena nel 1978. Laureato in Scienze Filosofiche presso l’Università della Calabria, attualmente si occupa di Antropologia Culturale, con particolare attenzione al mondo antico e alla Magna Grecia. Ha pubblicato saggi su diverse riviste e la monografia Il pane e il fuoco. L’ergotismo nel Meridione d’Italia (Aracne, 2010).
In copertina: Cécile Donato Soupama, Gomorra. Roberto Saviano, 2009.

![Perché la 'ndrangheta. Antropologia dei calabresi di [Alessandro Tarsia]](https://m.media-amazon.com/images/I/413OP4-uDpL.jpg)