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Alexandre Koyré è scomparso da pochi anni e già il suo nome campeggia con rilievo assoluto a designare un nuovo orientamento negli studi di storia della scienza. L’idea che soprattutto ha caratterizzato le sue ricerche sull’evoluzione del pensiero scientifico è che la storia della fisica, o dell’astronomia, o della scienza, non dev’essere una disciplina chiusa, affrontata dallo specialista con i soli strumenti del mestiere, ma che, per illuminare determinati problemi o determinate impostazioni, ha pari importanza lo studio delle idee filosofiche, metafisiche, religiose. Koyré ha il merito di aver compiuto un’operazione che oggi — a trent’anni di distanza dalle sue Études galiléennes, ossia in un mondo culturale che ha almeno in parte ormai assorbito la sua lezione — può sembrare ovvia: quella di “situare le opere studiate nel loro ambiente intellettuale e spirituale, di interpretarle in funzione delle abitudini mentali, delle preferenze e delle avversioni dei loro autori…” e soprattutto quella di “studiare gli errori e i fallimenti con la stessa cura con cui si studiano i risultati positivi” (I. Bernard Cohen e René Taton). Per Koyré, infatti, gli errori, soprattutto gli errori di giganti come Galileo o Descartes, sono uno strumento prezioso per ricostruire l’itinerario segreto del loro pensiero. In Dal mondo chiuso all’universo infinito Koyré ha studiato lo sviluppo della nuova cosmologia, dalla vecchia concezione geo- e antropocentrica del mondo greco sino all’eliocentrismo newtoniano. Questo processo è caratterizzato secondo Koyré dalla distruzione del cosmo e dalla geometrizzazione dello spazio; il mondo aristotelico — una struttura gerarchica basata su differenze di valori e su una subordinazione naturale che danno origine a tutta una serie di articolazioni interne — cede il posto al mondo della geometria euclidea — un’estensione infinita e omogenea. Ma non si tratta di uno sviluppo lineare, bensì di un percorso tortuoso irto di scogli e di difficoltà. Al termine di questa via, anche figure ben note, come Copernico, Keplero, Galileo, Descartes, Newton, acquistano nuove dimensioni, a volte addirittura insospettate.
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