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Alfonso Amendola, Mario Tirino – Romanzi e immaginari digitali: Mediologia della letteratura: per una genealogia del mondo digitale (2017)
Romanzi e immaginari digitali è una raccolta di saggi di Mediologia della letteratura, curata da Alfonso Amendola e Mario Tirino. Gli scritti sono di autori che collaborano, con un approccio interdisciplinare, alle attività di ricerca svolte presso le cattedre di Sociologia dei processi culturali e di Mediologie dei sistemi editoriali dell’Università di Salerno.
Il volume è stato pubblicato dalla Gechi Edizioni, nella Collana Virtual Light diretta da Vincenzo DelGaudio e Mario Tirino. La prima presentazione a Napoli si è svolta nell’accogliente spazio della rassegna Poesia in Galleria, creata dalla poetessa e operatrice culturale Melania Panico, che si tiene, con cadenza settimanale, nei locali della Carpentiero 1820 di Piazza Municipio.
Gli intenti dell’opera, e dell’articolato “progetto culturale” di cui fa parte, sono chiariti subito dai curatori della raccolta e della collana editoriale: cercare di ragionare intorno al digitale, usando gli oggetti del sistema culturale e produttivo con i quali viviamo nella vita quotidiana.
Rifuggendo dalla sociologia meramente descrittiva, se non addirittura dal sociologismo massmediatico che guarda – tra ingenuo entusiasmo e superficiali demonizzazioni – alla realtà digitale, gli autori analizzano la complessità del mediale, attraverso una riflessione sulla sua influenza nella società odierna.
Per farlo, è utile, anzi necessario, indagare sull’ininterrotto flusso della narrazione, che ha accompagnato gli esseri umani dagli inizi della storia evolutiva alla gabbia gutenberghiana e poi fino ai nostri giorni. Con una particolare attenzione a quell’insieme articolato delle narrazioni che chiamiamo letteratura e che non costituisce una parte o altro della vita umana ma, come afferma Alfonso Amendola, è la matrice di tutti i linguaggi complessi.
I saggi contenuti nel volume ci accompagnano in questo affascinante viaggio, analizzando quelle opere che i curatori ritengono capaci di prefigurare, rappresentare e valorizzare fenomeni sociali, culturali e tecnologici connessi alle culture digitali.
