
Esiste un confine tra realtà e finzione, tra ragione e follia?
Romanzo
Tamara Milani è una talentuosa autrice di libri per bambini e vive da sola con il suo gatto, col quale non fa che litigare dopo avergli chiesto consigli e pareri. La sua vita sentimentale è tormentata e spesso si lascia andare ad avventure di una notte.
Giunta alla fine della sua ennesima relazione, si ritrova a fronteggiare paralizzanti attacchi di panico, che scambia per fatali arresti cardiaci. Un giorno Tamara riceve dal suo psicologo l’incarico di scrivere un racconto a scopo terapeutico per dare sfogo ai suoi pensieri e alle sue emozioni, ma ciò che ne viene fuori la sorprende. La scrittura della sua storia prende subito un ritmo incalzante e le vicende dei protagonisti si dipanano sotto i suoi occhi con un susseguirsi di scelte autodistruttive che porteranno a un epilogo drammatico.
Ed è a quel punto che le ombre del suo passato si proiettano nella piega violenta presa dal racconto che sta scrivendo, che pare snodarsi fra il mondo reale e quello immaginario.
Sullo sfondo, le lettere di un serial killer che, con inquietanti messaggi, rivela ai quotidiani dove trovare i corpi delle sue vittime.
Un realismo sporco, questo è il tipo di prosa di Andrea Sapienza, che utilizza un linguaggio diretto e talvolta scomodo che pone l’accento sugli aspetti più sordidi delle relazioni umane, al centro delle quali c’è una forma malata di amore che spesso sfocia in profonda solitudine.
