
FORMATO: EPUB
Giza, Egitto
La faccia segnata dal tempo della Grande Sfinge osservò, impassibile, Macy Sharif passare davanti alle sue enormi zampe di pietra. Da parte sua, la donna non degnò del minimo sguardo l’antichissimo monumento. Nelle due settimane trascorse lì, la Sfinge e le piramidi svettanti alle sue spalle si erano trasformate da maestose meraviglie a meri sfondi di un lavoro che si era rivelato ben al di sotto delle sue aspettative. Nel corso della prima settimana Macy aveva scattato centinaia di foto e filmati digitali, ma ora la sua fotocamera era solo un peso in una tasca sulla coscia, inutilizzata da giorni.
Com’era possibile che proprio l’Egitto l’avesse delusa così tanto? Dalla più tenera età, era stata affascinata dai racconti del nonno sul Paese in cui era nato; storie di re e regine in una terra di portenti, più belle di qualsiasi favola perché, guarda caso, erano vere. Per Macy si trattava di un mondo esotico e romantico, lontano dall’opulenta Key Biscayne di Miami, e lei, già da bambina, si era prefissata di conoscerlo di persona, un giorno.
Ma la realtà non era stata al l’altezza del sogno.
Si fermò per osservare le tettoie accanto alla zampa destra della Sfinge. Ancora nessun segno di Berkeley.
Un’occhiata al l’orologio: erano quasi le otto e un quarto di sera. La videoconferenza quotidiana del capo della spedizione con l’International Heritage Agency di New York sarebbe dovuta cominciare di lì a poco; alle otto e mezzo avrebbe avuto inizio lo spettacolo notturno son et lumière, uno sfoggio pacchiano di fari e laser colorati proiettati sulle piramidi e sulla Sfinge; Berkeley e i membri di grado superiore della squadra archeologica se ne andavano sempre poco dopo il rombo dei primi accordi musicali, lasciando ai sottoposti e ai manovali del luogo il noioso compito di mettere in sicurezza e di riordinare lo scavo.
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