Angela Putino  – Simone Weil. Un’intima estraneità (2006)

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Nel 1937 Simone Weil prese parte, insieme al fratello André, a un incontro di matematici fortemente segnato dalla teoria di Cantor sugli infiniti attuali. Questo episodio, generalmente confinato in una pagina della sua biografia, è posto da Angela Putino al centro della sua interpretazione. Illuminati da questa intuizione, tutti i grandi temi della Weil – dell’illimitato e del limite, dell’idolatria e dell’attesa, della massa e della singolarità -sembrano ruotare intorno al proprio asse semantico per mostrare un lato finora in ombra, un eccesso di senso, che l’autrice condensa nella figura antinomia dell'”intima estraneità”: se l’infinito può contrarsi in un nucleo prossimo al nulla, il desiderio può ospitare ildolore e la comunità la solitudine.

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