Per oltre 200 anni, a partire dal 1480, le coste pugliesi furono teatro di devastanti attacchi di turchi e di corsari provenienti quasi sempre dal dirimpettaio litorale albanese. La sottomissione completa del paese delle aquile dopo la morte di Scanderbeg e la conquista di alcuni avamposti veneziani nel basso Adriatico avevano permesso ai turchi di affacciarsi su quel mare e di prendere in conside razione l’idea di sbarcare in Italia. Questo avvenne, come è noto, nell’estate del
1480 con l’assedio e la conquista di Otranto, ma tale episodio –accanto al tenta tivo abortito di Solimano del 1537 di invadere l’Italia a partire dalla Puglia – fu l’unico che fosse effetto di una strategia di ampio respiro. Successivamente, fu
uno stillicidio di incursioni sulle coste pugliesi che si risolvevano in saccheggi e razzie e, in alcuni casi, nella conquista seppur temporanea della località assalita. Quei raid, nella maggior parte, dei casi provenivano dall’Albania e dai suoi porti di Valona e Durazzo, dai quali era possibile attraversare in breve lasso di tempo un tratto di mare che sembrava congiungere più che dividere le due sponde
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