
Italian | PDF | Pagine: 448
Incipit:
Chi vede un’alba di primavera nella nostra bella Italia, in questo cielo così quieto e trasparente della Lombardia, e non sente aprirsi libero il cuore e l’anima sollevarsi leggiera e serena, come al respirare un’aria che la nutre, ch’è la sua, non ebbe certamente, nè avrà mai, quel senso divino, che Dante, con sublime verità, chiamava intelletto d’amore. Questo sentimento così grande e puro non è gioia, nè maraviglia; non è nemmeno un’estasi; è l’intimo affetto della bellezza della natura, è vera poesia.
Se tu hai contemplato qualche volta una di queste aurore, là sulle rive beate del lago di Como, dimmi, non ti nacque nell’anima un pensiero almeno, che la vita vi può esser più felice, gli anni più lenti e men gravi, il cuore più giusto, più in pace? E non pregasti allora, che Dio rendesse migliori i figli di questa dolce patria, dove si piacque di crear così bella e benedetta la natura? – Se tu non facesti questo voto, io lo feci per te!
Era una mattina piena d’incanto. – La primavera cominciava appena; la limpidezza dell’aria e lo splendore del cielo, l’armonia della vita e della natura, tutto era bellezza e mistero. È il bel tempo, che il poeta sogna la gioventù del mondo, i giorni della creazione, quando terra e cielo forse non avevano che un nome; è il bel tempo, che rinnova que’ miracoli della produzione, i quali all’uomo semplice e saggio si manifestano nelle grandi provvidenze della materia e della forza; che al ricco ozioso ristora la stanca complessione, e al povero contadino fa la promessa d’una buona annata. Allora noi sentiam più forte il bisogno d’amare i nostri fratelli, d’amar la terra dove nascemmo, i luoghi dove il nostro cuore apprese tanti cari nomi, fece tanti bei sogni nell’innocenza e nell’amore, e dove anche abbiam dovuto gustare i primi dolori, e piangere la prima volta!
Download
