
Italian | RAR/PDF | Pagine: 178 | 10.8 MB
Incipit:
La vigilia della partenza, prima di andare a letto, Albertina scrisse all’amica sua.
Ada mia buona!
Papà, mamma e Titina sono partiti da due giorni; ed io lascierò la mia povera vecchia casa silenziosa e triste, domani mattina di buon’ora.
Che dolorosa cosa sono questi improvvisi rovesci di fortuna, che impongono sacrifici d’ogni sorta e strappi bruschi, e crudeli cambiamenti!… Era necessario che papà tornasse in America per badare da vicino ai suoi interessi e vedere di riparare al disastro, che minaccia di piombare nella povertà la nostra famiglia. Mamma non volle lasciarlo partir solo, nello stato di accasciamento morale in cui si trova, e Titina è troppo piccola e delicata per poter far senza delle cure materne. Così se ne andarono tutti tre; via dalla casa piena di memorie, lontani dalla città nativa, da parenti ed amici. Il distacco fu doloroso; si pianse tutti; si scambiarono raccomandazioni e consigli; poi… il treno li portò via i miei cari, i miei dilettissimi.
Ed eccomi sola. Ma ho diciotto anni, sono sana e robusta e poichè gli zii Bardi mi desiderano con loro, è stabilito ch’io andrò a stare con essi.
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