
Molti libri ci offrono note in calce alla storia: raccontano episodi marginali, ricostruiscono battaglie di rilievo secondario, oppure descrivono personaggi curiosi. Tuttavia nessuno, per quanto ne so, ha mai dedicato un libro alla storia delle note vere e
proprie che nelle opere storiche moderne compaiono in margine al testo. Eppure per gli storici le note sono importanti. Sono,
nel campo umanistico, pressappoco l’equivalente di quella che
è nel campo scientifico l’informazione sui dati: presentano il fondamento empirico su cui si reggono le storie raccontate e le argomentazioni proposte. In mancanza di esse, le tesi storiche si
possono ammirare o respingere, ma non si possono verificare o
confutare. Procedimento basilare sul piano professionale e intellettuale, esse meritano un esame accurato non diverso da
quello che da tempo gli storici della scienza dedicano ai taccuini di laboratorio e alle comunicazioni scientifiche.
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