
Il sistema dei media è ormai entrato nella vita delle persone con una necessità che ne impedisce una visione reale, se ne studiano gli effetti come se la causa fosse ineluttabile, e sorprendentemente non si tenta di rispondere a domande fondamentali: come è possibile ad esempio che nella nostra società l’individualismo più esasperato si accompagni alla massificazione più totale?. Quello che manca è una visione generale che vada oltre il contingente e analizzi il problema dall’alto arrivando a definirne i contorni ma sopratutto il centro. Essendo un compito alto e anche oscuro non si può non avvalersi di qualche sgabello culturale che ci elevi dalla terra, ma non troppo, e qui i dobbiamo necessariamente usare del legno forte che non traballi e non si sfaldi sotto il peso, quindi: Hegel, Marx, Gramsci, Debord, Williams..in rigoroso ordine storico. E siccome solo partendo da tre punti e agevole delimitarne uno, i nostri vertici saranno: Stato, Economia, Mass Media, e il punto che in questa maniera si ha l’obbiettivo di chiarire è quello solito di ogni ricerca e quindi per ora un mistero.
Mi sembra giusto avvisare i possibili lettori che saggio è stato semplificato per quanto possibile ma è adatto solo a dei lettori con conoscenze approfondite della materia. Nella seconda parte si è provato ad applicare la teoria ad un avvenimento reale, pur essendo coscienti che meglio si adatta a spiegare grandi cambiamenti nell’arco di ampi lassi di tempo. Nonostante questo il risultato mi è parso interessante, sia perché il caso concreto aiuta a comprendere meglio il significato del lavoro sia perché, credo, questo approccio possa aiutare a far luce su un episodio buio del nostro recente passato. Si è analizzata quindi la maniera in cui la stampa ha scritto riguardo al G8 di Genova del Luglio 2001 nei due mesi precedenti.
