de Giovanni Arrighi (Author), Terence K. Hopkins (Author), Immanuel Wallerstein (Author)
Antisystemic Movements è una storia eloquente e concisa della resistenza popolare e della lotta di classe dei principali esponenti della prospettiva dei “sistemi-mondo” sul capitalismo. Basandosi su un’analisi dei movimenti di resistenza dall’emergere del capitalismo, mostra che mentre alcune prime forme hanno avuto successo nei propri termini, alla fine non hanno impedito il consolidamento del moderno sistema capitalista mondiale. Gli autori sostengono che sebbene il capitalismo abbia generato resistenza fin dall’inizio spostando le popolazioni, depredando le risorse e stabilendo lo sfruttamento globale, fino al 1848 circa il sistema-mondo capitalista poteva schiacciare o aggirare un’opposizione che era dispersa, localizzata e priva di organizzazione e continuità. Dalla metà dell’Ottocento fino ai tempi recenti, i movimenti sociali e nazionali più adeguatamente organizzati hanno posto dei limiti all’accumulazione di capitale, ma sono rimasti generalmente confinati nella loro efficacia nel terreno dello stato-nazione. In effetti, paradossalmente, i successi dei “vecchi” movimenti sociali hanno contribuito a rafforzare il potere e la legittimità degli Stati senza rimuovere le fonti del conflitto di classe o affrontare le conseguenze della competizione interstatale. Prendendo l’anno 1968 come un punto di svolta simbolico, gli autori sostengono che sono sorti “nuovi” movimenti antisistemici che sfidano la logica del sistema-mondo capitalista in modo più centrale che mai. Questi nuovi movimenti hanno una diversa composizione etnica e di genere e diversi modi di organizzarsi, mentre le loro principali ispirazioni mostrano una crescente capacità di attraversare i confini nazionali. Gli autori suggeriscono che la nuova assertività del sud, lo sviluppo della lotta di classe nell’est e l’emergere di coalizioni arcobaleno in diverse zone del mondo potrebbero mantenere la promessa di un futuro sistema mondiale socialista.

