Barbara W. Tuchman – Tramonto di un’epoca (2026)

FORMATO: EPUB
Barbara W. Tuchman riporta in vita col suo tocco magistrale il mondo che inaspettatamente scivolò nella Grande Guerra, quel quarto di secolo tra Otto e Novecento che è stato definito Belle Époque, ma che fu spensierato solo per pochi. Sotto la cenere del Vecchio Continente covavano tensioni e rancori che sarebbero sfociati nell’immensa carneficina e nella dissoluzione di quattro imperi. Eppure, ancora poche settimane prima della dichiarazione di guerra, quasi tutti credevano che il mondo fosse destinato a un progresso senza limiti. E quel mondo ruotava attorno a un’Europa al suo apogeo a ogni livello, dalla cultura alla scienza fino all’economia. Si trattava di un miraggio. Tuchman narra, calandosi nella quotidianità, i momenti fondamentali che portarono a ciò che racconterà ne I cannoni d’agosto: : lo splendore dell’aristocrazia inglese, le imprese degli anarchici in Europa e in America, la lotta parlamentare negli Stati Uniti, durante gli anni della svolta che doveva metterli sulla strada del dominio mondiale, la Francia lacerata dall’affare Dreyfus, l’arte di Strauss e Hofmannsthal, Stravinskij e Djagilev, il nuovo liberalismo di Lloyd George, il passaggio del socialismo dal piano dell’idea a quello dell’attività politica. Tramonto di un’epoca mette a fuoco gli eventi che portarono, nel 1914, a Sarajevo, ponendo però la lente su un altro omicidio eccellente, quello di Jean Jaurès, leader del Partito socialista francese, in un caffè di Montmartre, che della Belle Époque è un simbolo. Da allora nulla sarà più uguale.
La Grande Guerra divide, come una striscia di terra bruciata, la Belle Époque dalla nostra. Annientando tante vite che avrebbero potuto incidere sugli anni successivi, distruggendo le speranze, trasformando le idee, lasciando inguaribili ferite di delusione, essa creò un abisso psicologico e materiale tra due epoche.
«La popolarità di Barbara W. Tuchman non è dovuta solo alla sua abilità con le parole. Tuchman possiede altre due virtù spesso assenti negli storici di formazione accademica: non perde mai di vista i singoli individui e non ha paura di raccontare una storia». The New York Times
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