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New York, 1911. Con Heredity in Relation to Eugenics Charles Benedict Davenport tenta di trasformare l’ereditarietà umana in una scienza della previsione sociale. Caratteri fisici, malattie, capacità, temperamento e comportamenti vengono ricondotti al germ-plasm, collocati nel pedigree e osservati attraverso le generazioni. La famiglia diventa una serie di matings, i figli combinazioni attese, la genealogia uno strumento per inferire ciò che il corpo non mostra. Il trait diventa informazione trasmissibile, l’informazione rischio, il rischio criterio di selezione. Non basta più classificare l’individuo presente: bisogna prevedere quale discendenza potrà produrre.
Questo volume ricostruisce dall’interno la macchina Davenport. Parte da Statistical Methods, dove media, deviazione standard, correlazione e regressione appartengono a problemi reali della variazione biologica, e segue il punto in cui quegli strumenti vengono incorporati in un progetto eugenico. Con Eugenics: The Science of Human Improvement by Better Breeding il matrimonio diventa problema di fit e unfit matings; con The Study of Human Heredity il field worker visita famiglie e istituzioni, raccoglie testimonianze, compila schede e traduce biografie in simboli genealogici. The Nam Family trasforma povertà, indolenza, alcolismo e sessualità in caratteristiche di uno stock; The Feebly Inhibited estende la grammatica ereditaria al nomadismo, al temperamento e alla condotta. Negli studi sul colore e sulla mescolanza, fino a Race Crossing in Jamaica, la razza viene infine ricostruita attraverso pigmentazione, crossing, variabilità e prestazione.
Razza come predestinazione ereditaria indica il paradosso al centro del sistema. Davenport riconosce i limiti dei dati e chiede prove statistiche più rigorose, ma risponde all’incertezza costruendo più archivi, più pedigree, più classificazioni. L’Eugenics Record Office diventa un clearing-house delle «blood lines»; State Laws Limiting Marriage Selection immagina medici, field workers ed Eugenics Boards capaci di trasformare la genealogia in procedura amministrativa. Matrimonio, segregazione e sterilizzazione entrano così nello stesso circuito della previsione biologica. Il volume segue una sequenza precisa: misurare, scomporre, genealogizzare, classificare, prevedere, selezionare, amministrare. Il paradosso finale è netto: ciò che viene presentato come destino naturale della discendenza ha bisogno di moduli, interviste, statistiche, archivi, esperti e istituzioni per essere continuamente prodotto come evidenza. Comprendere questa macchina significa vedere come il razzismo possa assumere la forma impersonale della gestione e trasformare una probabilità sull’eredità in una decisione su chi debba appartenere al futuro.
Questo volume ricostruisce dall’interno la macchina Davenport. Parte da Statistical Methods, dove media, deviazione standard, correlazione e regressione appartengono a problemi reali della variazione biologica, e segue il punto in cui quegli strumenti vengono incorporati in un progetto eugenico. Con Eugenics: The Science of Human Improvement by Better Breeding il matrimonio diventa problema di fit e unfit matings; con The Study of Human Heredity il field worker visita famiglie e istituzioni, raccoglie testimonianze, compila schede e traduce biografie in simboli genealogici. The Nam Family trasforma povertà, indolenza, alcolismo e sessualità in caratteristiche di uno stock; The Feebly Inhibited estende la grammatica ereditaria al nomadismo, al temperamento e alla condotta. Negli studi sul colore e sulla mescolanza, fino a Race Crossing in Jamaica, la razza viene infine ricostruita attraverso pigmentazione, crossing, variabilità e prestazione.
Razza come predestinazione ereditaria indica il paradosso al centro del sistema. Davenport riconosce i limiti dei dati e chiede prove statistiche più rigorose, ma risponde all’incertezza costruendo più archivi, più pedigree, più classificazioni. L’Eugenics Record Office diventa un clearing-house delle «blood lines»; State Laws Limiting Marriage Selection immagina medici, field workers ed Eugenics Boards capaci di trasformare la genealogia in procedura amministrativa. Matrimonio, segregazione e sterilizzazione entrano così nello stesso circuito della previsione biologica. Il volume segue una sequenza precisa: misurare, scomporre, genealogizzare, classificare, prevedere, selezionare, amministrare. Il paradosso finale è netto: ciò che viene presentato come destino naturale della discendenza ha bisogno di moduli, interviste, statistiche, archivi, esperti e istituzioni per essere continuamente prodotto come evidenza. Comprendere questa macchina significa vedere come il razzismo possa assumere la forma impersonale della gestione e trasformare una probabilità sull’eredità in una decisione su chi debba appartenere al futuro.
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