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Roma, 1941. Con Sintesi di dottrina della razza Julius Evola tenta di compiere un passo ulteriore rispetto al razzismo biologico: trasformare la razza in gerarchia dell’essere. Il sangue non scompare, ma viene subordinato; il corpo diventa primo grado, l’anima secondo, lo spirito terzo. Razza, carattere, stile, religione, sesso, guerra e destino vengono ordinati secondo una medesima struttura verticale. L’ariano diventa figura di solarità, forma e trascendenza; l’ebreo può essere trasformato da soggetto storico in simbolo di materializzazione, dissoluzione e antitradizione. La Sintesi non è soltanto un trattato razzista: è il tentativo di costruire una metafisica della differenza nella quale la gerarchia pretende di apparire come ordine naturale e spirituale.
Questo volume entra nell’architettura della Sintesi per mostrarne il funzionamento dall’interno. Dalla razza del corpo alla razza dell’anima, dalla razza dello spirito al mito iperboreo, dalla distinzione fra solare e tellurico alla «rettificazione» dell’uomo mediterraneo, Evola trasforma categorie biologiche, psicologiche e simboliche in strumenti di classificazione e selezione. Il compendio ricostruisce anche il laboratorio che precede e accompagna l’opera: Saggi sull’idealismo magico, Imperialismo pagano, Rivolta contro il mondo moderno, Il mito del sangue, gli scritti sulla guerra e sull’arianità, fino alle polemiche con il razzismo fascista e ai tentativi di definire una nuova élite.
Gerarchia interiore, razzismo magico e antisemitismo metafisico non accetta né la caricatura dell’occultista né l’alibi di un presunto superamento spirituale del razzismo. Propone una dissezione critica: distinguere corpo e valore, simbolo e ontologia, storia e destino, descrizione e prescrizione. Dalla Sintesi a Metafisica della guerra, da Orientamenti a Gli uomini e le rovine, da Cavalcare la tigre al Cammino del cinabro, il volume segue anche ciò che sopravvive quando il lessico razziale arretra: tipo, stile, differenziazione, élite, uomo superiore. Perché comprendere come una gerarchia possa sopravvivere al sangue trasformandosi in forma interiore resta uno dei compiti essenziali della critica storica.
Questo volume entra nell’architettura della Sintesi per mostrarne il funzionamento dall’interno. Dalla razza del corpo alla razza dell’anima, dalla razza dello spirito al mito iperboreo, dalla distinzione fra solare e tellurico alla «rettificazione» dell’uomo mediterraneo, Evola trasforma categorie biologiche, psicologiche e simboliche in strumenti di classificazione e selezione. Il compendio ricostruisce anche il laboratorio che precede e accompagna l’opera: Saggi sull’idealismo magico, Imperialismo pagano, Rivolta contro il mondo moderno, Il mito del sangue, gli scritti sulla guerra e sull’arianità, fino alle polemiche con il razzismo fascista e ai tentativi di definire una nuova élite.
Gerarchia interiore, razzismo magico e antisemitismo metafisico non accetta né la caricatura dell’occultista né l’alibi di un presunto superamento spirituale del razzismo. Propone una dissezione critica: distinguere corpo e valore, simbolo e ontologia, storia e destino, descrizione e prescrizione. Dalla Sintesi a Metafisica della guerra, da Orientamenti a Gli uomini e le rovine, da Cavalcare la tigre al Cammino del cinabro, il volume segue anche ciò che sopravvive quando il lessico razziale arretra: tipo, stile, differenziazione, élite, uomo superiore. Perché comprendere come una gerarchia possa sopravvivere al sangue trasformandosi in forma interiore resta uno dei compiti essenziali della critica storica.
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