
Formato: EPUB
Mosca, 1954. Con Agrobiology Trofim Denisovič Lysenko raccoglie e ordina oltre vent’anni di esperimenti, polemiche e ambizioni teoriche: dalla vernalizzazione alla teoria dello sviluppo fasico, dalla selezione vegetale alla critica di Mendel e Morgan, dal rapporto organismo-ambiente alla pretesa di modificare l’ereditarietà in una direzione determinata. Il gene viene progressivamente espulso dal centro della spiegazione; la «natura» dell’organismo diventa un sistema storico di esigenze, risposte e rapporti con l’ambiente. La biologia non deve soltanto conoscere il vivente: deve imparare a governarlo, destabilizzarlo, trasformarlo e stabilizzarlo in forme nuove. Il lysenkoismo non è semplicemente una teoria sbagliata dell’ereditarietà: è il tentativo di costruire una scienza della trasformabilità.
Questo volume ricostruisce dall’interno la macchina lysenkoiana. Dalla vernalizzazione al controllo cosciente dello sviluppo, dagli ibridi vegetativi al «mentor», dall’assimilazione al metabolismo, dal «conservatorismo» dell’ereditarietà alla nuova stabilità, segue il passaggio attraverso cui una tecnica agronomica diventa una teoria generale del vivente. Il compendio analizza anche la genealogia ideologica del sistema: Darwin, Engels, Timiryazev e Michurin vengono trasformati in una tradizione legittimante; Weismann, Mendel e Morgan in una genealogia avversaria. Il materialismo dialettico entra così nel laboratorio come grammatica capace di distinguere sviluppo e fissità, materialismo e idealismo, scienza progressiva e scienza reazionaria.
La razza negata, la genetica repressa non forza Lysenko dentro una dottrina razziale che non possiede. Propone invece una verifica critica: che cosa accade quando la differenza non viene naturalizzata come immutabile, ma subordinata a un programma di trasformazione? La sessione VASKhNIL del 1948 mostra il punto in cui la controversia scientifica diventa decisione istituzionale, il dissenso diventa deviazione, la teoria corretta diventa ortodossia. Da Agrobiology a The Situation in Biological Science, fino agli scritti poststaliniani, il volume segue il paradosso di una biologia che proclama la plasticità del vivente mentre costruisce un sistema scientifico sempre meno disponibile alla confutazione. Perché comprendere come il potere possa non soltanto classificare la vita, ma pretendere di dirigerne la forma, resta uno dei problemi centrali della storia politica della scienza.
Questo volume ricostruisce dall’interno la macchina lysenkoiana. Dalla vernalizzazione al controllo cosciente dello sviluppo, dagli ibridi vegetativi al «mentor», dall’assimilazione al metabolismo, dal «conservatorismo» dell’ereditarietà alla nuova stabilità, segue il passaggio attraverso cui una tecnica agronomica diventa una teoria generale del vivente. Il compendio analizza anche la genealogia ideologica del sistema: Darwin, Engels, Timiryazev e Michurin vengono trasformati in una tradizione legittimante; Weismann, Mendel e Morgan in una genealogia avversaria. Il materialismo dialettico entra così nel laboratorio come grammatica capace di distinguere sviluppo e fissità, materialismo e idealismo, scienza progressiva e scienza reazionaria.
La razza negata, la genetica repressa non forza Lysenko dentro una dottrina razziale che non possiede. Propone invece una verifica critica: che cosa accade quando la differenza non viene naturalizzata come immutabile, ma subordinata a un programma di trasformazione? La sessione VASKhNIL del 1948 mostra il punto in cui la controversia scientifica diventa decisione istituzionale, il dissenso diventa deviazione, la teoria corretta diventa ortodossia. Da Agrobiology a The Situation in Biological Science, fino agli scritti poststaliniani, il volume segue il paradosso di una biologia che proclama la plasticità del vivente mentre costruisce un sistema scientifico sempre meno disponibile alla confutazione. Perché comprendere come il potere possa non soltanto classificare la vita, ma pretendere di dirigerne la forma, resta uno dei problemi centrali della storia politica della scienza.
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