
Le malattie fanno parte della storia globale, oltre che delle vicende individuali? E la storia è utile alla medicina? Due domande polemiche, rivolte l’una verso gli storici che hanno trascurato l’importanza delle epidemie, l’altra verso i medici che predicano l’autosufficienza delle tecniche, stanno all’origine di questo volume.
Le risposte vengono dalle ricerche che nell’arco di molti anni l’autore ha compiuto in campi diversi e significativi. Dal rapporto fra lavoro e salute, alle malattie causate dai parassiti, alla politica sanitaria italiana, studiata quest’ultima nella fase di formazione dello Stato unitario, nella dialettica tra decentramento e controllo, nelle esperienze antiche e recenti di riforma. Una ricostruzione che si snoda attraverso eventi e personaggi, da Ramazzini fondatore della medicina del lavoro, ad Angelo Celli, scienziato, educatore e politico nella lotta contro la malaria – per non citarne che alcuni che hanno segnato la storia della salute e della sanità in Italia. Una lettura dove l’impegno sociale non è mai disgiunto dal rigore d’analisi e che acquista respiro europeo mettendo a confronto, nella parte conclusiva del volume, le esperienze e le prospettive del Welfare State in Italia e in Europa.
Giovanni Berlinguer, nato a Sassari nel 1924, laureato in medicina, è ordinario di Igiene del lavoro nell’Università di Roma, è stato deputato dal 1972 al 1983 ed è senatore da quell’anno. Oltre all’attività scientifica e politica, svolge un intenso lavoro pubblicistico. Fra i volumi pubblicati ricordiamo Automazione e salute (1958), Borgate di Roma (1960 e 1976), La salute nelle fabbriche (1969), Psichiatria e potere (1969) Medicina e politica (1973), Malaria urbana (1976), La professione del medico (1982), La malattia (1984), Le mie pulci'(I 988), Un leopardo in salotto (1990).
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