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“Fidelman, un fallito confesso come pittore, arrivò in Italia per scrivere uno studio critico su Giotto, di cui aveva portato il primo capitolo oltre l’Oceano in una borsa di cinghiale nuova…» E’ così che l’ultimo “perdente” di Bernard Malamud giunge a Roma, con l’ingordigia di vedere e conoscere tutto nel più breve tempo possibile; ma l’incontro con un personaggio misterioso e maligno, il piccolo ebreo Susskind, sconvolgerà in maniera drammatica i suoi programmi.
Susskind perseguita e ossessiona Fidelman costringendolo a vagare di pensione in pensione per sottrarsi a una caccia assurda e immotivata.
Poi, un giorno, improvvisamente dalla borsa di cinghiale scompare il manoscritto: per Fidelman sarà l’inizio del tracollo. Il suo viaggio per l’Italia acquisterà da allora tutt’altra dimensione: prima succube di una scontrosa e volubile pittrice, poi prigioniero a Milano di una banda di falsificatori di quadri, protettore improvvisato e suo malgrado a Firenze, venditore di becchime per colombi e soffiatore di vetro a Venezia.
Impegolato in torbidi amori Fidelman conoscerà, come molti altri antieroi di Malamud, tutte le abiezioni di uomo e d’artista, in una solitudine accesa da improvvise speranze puntualmente sconfitte.

Bernard Malamud, nato a Brooklyn nel 1914 da una famiglia di ebrei russi emigrati, è uno dei più affermati narratori americani d’oggi.