Berthold Hinz – L’arte del Nazismo (1975) PDF

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Con la fine del Terzo Reich i suoi prodotti artistici sono stati colpiti in larga misura da tabù. Questo vale in particolare per la pittura del periodo 1933-’45; quanto resta di essa non è piu in circolazione; si trova presso privati o in de­positi non accessibili al pubblico.

Questa circostanza potrebbe indurre a ritenere che quei dipinti siano in ef­fetti gli inquietanti prodotti di una presunta «rivoluzione bruna», che il radicale mutamento sulla scena artistica sia l’adeguata espressione di rapporti strut­turali di base altrettanto radicalmente, «rivoluzionariamente», trasformati. Ma, come la «presa del potere» non rappresentò affatto un’autentica rivoluzione, cosi anche l’arte nazista fu tutt’altro che un fenomeno rivoluzionario. Essa fu – è la sorprendente conclusione di questo libro – esattamente l’opposto: nelle persone come nella tematica la pittura nazista rappresenta il diretto pro­lungamento dell’accademismo tradizionale, che sotto l’urto dell’arte moderna era stato respinto nel sottofondo della storia dell’arte, nell’area della trivialità. Berthold Hinz analizza dapprima la lotta condotta a livello sia organizzativo sia ideologico contro l’arte moderna, bollata come arte «degenerata» o come «l’arte degli ismi del bolscevismo culturale». In seguito alla sua liquidazione, restavano in campo la vecchia pittura «dei generi» e i suoi rappresentanti, che vennero immediatamente assunti per dar corpo all’«Arte del Terzo Reich». Ad essa fu eretta a Monaco, quale tempio dell’«Arte eterna», la «Casa dell’Arte Te­desca», che, nonostante le pretese del regime, grazie alle annuali «Grandi Esposizioni (Mercato) d’Arte Tedesca» aveva assunto piuttosto il carattere di un mercato coperto dell’arte. Venne promossa una pittura che si richiamava a modelli ereditati dal XVII e dal XIX secolo.

Berthold Hinz è nato nel 1941 a Konigsberg. Studioso di storia dell’arte, fi­losofia e storia e docente all’università di Francoforte sul Meno.

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