Bruno Porcelli – Il nome nel racconto (1997) PDF
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Questo volume indaga sui significati dell’onomastica nella narrativa del Due e Trecento, si tratti di personaggi e luoghi del racconto oppure – almeno in un caso – di titoli. L’indagine pertanto non è limitata alle sole valenze metaforico-simboliche dei “nomi parlanti”: antroponimi e toponimi testimoniano rapporti intertestuali, evidenziano statuti semiologici e strutture narrative, si impongono per i valori storico-cronachistici o per il significante.

Si mettono così in rilievo le differenze sostanziali esistenti fra Dante e i novellieri, fra novelliere e novelliere, fra testo e testo; si spiegano le ragioni del salto che separa il Novellino, ove l’onomastica non ha peso, dal Boccaccio, che, a distanza di pochi decenni, attribuisce ad essa il più ampio risalto. Sono maturi i tempi per applicare all’universo della narratio dei primi secoli uno strumento di comprensione sinora sporadicamente impiegato.

Bruno Porcelli è ordinario a Pisa di Letteratura Italiana, condirettore di “Italianistica” e della “Bibliotechina di studi, ricerche e testi” degli Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, collaboratore di riviste specializzate. Ha pubblicato numerosi volumi, fra i quali: Studi sulla “Divina Commedia”, Bologna 1970; Gozzano Originalità e plagi, Bologna 1974; Momenti dell’antinaturalismo, Ravenna 1975; La novella del Cinquecento, Bari 1979; Le misure della fabbrica, Milano 1980; I “Romanzi della mia terra” di Moretti, Bologna 1983; Dante maggiore e Boccaccio minore, Pisa 1987; Struttura e lingua. Le novelle del Malespini e altra letteratura fra Cinque e Seicento, Napoli 1995.

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