
Il manuale rappresenta una sintesi dei principali metodi di raccolta dei reperti vegetali in uno scavo archeologico, delle preparazioni per la loro estrazione dai suoli o da altri includenti e per il riconoscimento.
I primi cinque capitoli trattano brevemente delle modalità d’individuazione delle aree di scavo, degli strumenti pedologici di lettura crono-stratigrafica, delle detrazioni 14C e di quelle su base archeologica. Per ciò che riguarda i resti botanici (polline, legni e carboni, semi e frutti, fitoliti, fibre tessili), oltre alle valutazioni qualitative viene dato ampio spazio a quelle quantitative, indispensabile per procedere alla ricostruzione del quadro naturalistico e culturale del periodo a cui lo scavo si riferisce. Vengono indicati i principali tipi di rappresentazione dei dati ottenuti e vengono dati suggerimenti per la loro interpretazione. Ogni capitolo è fornito di un’ampia bibliografia di riferimento. Sono anche indicate le normative di sicurezza a cui attenersi in un laboratorio di archeobotanica.
Il manuale si inserisce nel più vasto quadro delle ricerche archeometriche, evidenziando l’importanza dell’approccio multidisciplinare per interpretare le variazioni delle caratteristiche territoriali in relazione con le culture che su di esso si sono sviluppate, in stretta relazione con le risorse naturali e con le possibilità d’introduzione di nuove coltivazioni.
Rosanna Caramiello . Dall’anno accademico 1973-74 al 1980-81 è stata professore incaricato di Fitogeografia presso la Facoltà di Scienze MFN di Torino. Dal 1980-81 è stata incaricata di Botanica generale e sistematica presso la Facoltà di Agraria dello stesso Ateneo e dal 1994 è professore ordinario di Botanica forestale. Ha svolto prevalentemente ricerche di tipo sistematico e fitogeografico con particolare riferimento agli ambienti montani ed alpini. Ha pubblicato numerosi studi di Palinologia nell’ambito di ricerche tassonomiche e per la ricostruzione ambientale nell’Olocene. È stata responsabile di Unità Operativa nell’ambito del Progetto Strategico e del Progetto Finalizzato, Cnr, Beni Culturali, con indagini volte alla realizzazione dell’Archivio biologico botanico ed alla ricostruzione ambientale dal periodo protostorico al tardo medioevo. È autore di 160 lavori a stampa.
Daniele Arobba . La sua partecipazione a ricerche nel campo della Paleopalinologia in siti preistorici e protostorici del Ponente ligure è iniziata nel 1975, presso l’Istituto internazionale di studi liguri, come responsabile di laboratorio del Museo archeologico di Finale Ligure. Ha condotto svariate indagini antracologiche e paleocarpologiche su depositi archeologici italiani attraverso collaborazioni con Università e Soprintendenze. Ha al suo attivo numerose partecipazioni a Corsi e Congressi nazionali ed internazionali di Palinologia, Aerobiologia ed Archeobotanica e pubblicazioni di carattere scientifico per un totale di oltre 130 titoli. È docente di ruolo presso l’Istituto secondario statale di 1° grado di Finale Ligure e direttore del Museo archeologico del Finale.
