
Formato: EPUB
L’ago entra per primo. Gli uomini vengono dopo. E ognuno vuole la sua parte di carne.
Stalingrado brucia. Due milioni di morti su un fazzoletto di macerie.
E in un seminterrato che puzza di sangue e cancrena, una donna ha capito una cosa sola:
non si sopravvive aiutando. Si sopravvive scegliendo, ogni volta, sé stessi.
Anche quando il prezzo è guardare un’altra morire e voltarsi dall’altra parte.
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Per chi è questo libro
- Per chi ama i personaggi che non chiedono di essere perdonati — perché non se ne pentono.
- Per chi riconosce il potere da come ti guarda, non da come ti parla.
- Per chi sa che la dipendenza peggiore non è dal veleno, ma dalla mano che te lo porge.
- Per chi non cerca una storia d’amore, ma una discesa all’inferno da cui non si torna puliti.
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Cosa troverai in queste pagine
- La battaglia più sanguinosa della Storia, raccontata dal basso: i seminterrati dove si moriva al buio, gli arti amputati senza anestesia, i corpi accatastati contro il muro.
- Una protagonista fredda, calcolatrice, indimenticabile: bella, sfregiata, schiava di un’unica cosa — e disposta a tutto per averla.
- Due uomini, due fami opposte. Uno la vuole intera e la venera. L’altro la vuole rotta — e sa aspettare.
- Esecuzioni a sangue freddo, tradimenti, una bugia che vale una vita.
- Un finale che ti chiude lo stomaco e ti lascia una sola domanda: come diavolo ne esce.
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Estratto
«Sai cosa sei» disse.
Non era una domanda. Con lui non lo era mai niente.
«Sei una cosa bella che è stata rovinata. E le cose rovinate, per me, sono le uniche che valgono.»
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Perché leggerlo
- Perché i mostri veri non urlano: ti annusano, ti studiano, e non ridono mai.
- Perché dietro ogni sopravvissuto c’è qualcuno che è stato lasciato morire.
- Perché certe catene te le stringi da sola, una dose alla volta, chiamandole salvezza.
- Perché Nadja non è una donna per bene — ed è per questo che non riuscirai a smettere di leggerla.
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Descrizione estesa
Queste pagine non raccontano la battaglia di Stalingrado. Te la fanno respirare: la polvere dei crolli nei polmoni, il ferro del sangue in bocca, il freddo che entra nelle ossa insieme alla fame.
È la storia di Nadja — infermiera, schiava della siringa, predatrice.
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