
E se il senso comune non fosse il fondamento della realtà, ma solo la sua superficie?Per secoli, il realismo è sembrato ovvio. Gli oggetti possiedono proprietà. Gli eventi hanno storie. La misurazione rivela ciò che è già lì. Un orologio ticchetta anche se nessuno lo guarda. Un gatto è vivo o morto, ma non entrambe le cose.La meccanica quantistica ha frantumato questa certezza.In Anthony Leggett e i test del realismo, Clayton Louis Turnage esplora il lavoro del fisico premio Nobel Anthony Leggett, una delle figure chiave che hanno spinto i fondamenti quantistici oltre il teorema di Bell e nel territorio strano della realtà macroscopica.Bell ha dimostrato che il realismo locale non poteva sopravvivere alla meccanica quantistica. Ma Leggett ha posto una domanda più profonda: può sopravvivere una qualsiasi forma di realismo? Si può assumere che oggetti su larga scala possiedano stati definiti in ogni momento? La misurazione può rivelare la realtà senza disturbarla? Le teorie a variabili nascoste non locali possono salvare il senso comune? Oppure la meccanica quantistica ci costringe a ripensare il significato stesso di storia, oggettività ed esistenza fisica?Questo volume esamina il realismo macroscopico, la disuguaglianza di Leggett-Garg, la misurabilità non invasiva, il realismo non locale, i circuiti superconduttori, la coerenza quantistica, il gatto di Schrödinger e il confine tra il mondo quantistico e quello classico. Mostra come Leggett abbia trasformato assunzioni filosofiche in test sperimentali, mettendo sotto processo la realtà quotidiana stessa.In parte biografia scientifica, in parte guida ai fondamenti quantistici e in parte indagine filosofica, questo libro rivela perché il mondo quantistico non mette in discussione solo particelle e onde. Mette in discussione il mondo ordinario che pensiamo di conoscere.La realtà può ancora essere reale.Ma dopo Leggett, non può più essere semplice.
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