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L’autore dimostra in modo convincente, sulla scorta di stringenti argomenti biblici e storico-teologici, che la fede di Gesù come atto personale del credere (fides qua) non solo è plausibile da sostenere, ma deve essere ragionevolmente postulata come sviluppo coerente del dogma cristologico. Cristo, fedele e autentico portavoce della volontà del Padre, ne è anche l’esecutore. La non-attribuzione formale e diretta alla persona di Gesù dei termini relativi all’atto di fede non esclude in alcun modo la possibilità di rispondere positivamente all’interrogativo sulla fede di Gesù.

Informazioni sull’autore
Giuseppe Maria Comi (1979) è presbitero della Diocesi di Catanzaro-Squillace. Attualmente parroco della parrocchia Beato Domenico Lentini (Catanzaro), ha conseguito il dottorato in Teologia nella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Sezione San Tommaso) in Napoli, dove è docente di Teologia Morale. Collabora con il programma televisivo Nella fede della Chiesa e ha pubblicato il volume La famiglia: verità di carta o verità di vita? Spunti di riflessione dal Magistero di Benedetto XVI (Tau, 2015).

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