
“Le fiale” è il titolo della prima opera poetica di Corrado Govoni che sancisce perciò il suo esordio letterario in giovanissima età, infatti il libro uscì nel 1903, poco prima di “Armonia in grigio et in silenzio”, altra raccolta di poesie che rese famoso lo scrittore emiliano. Fu una pubblicazione difficile e controversa, quella di “Le fiale”, visto che una sezione del libro, intitolata “Vas luxuriae”, che comprendeva una serie di sonetti molto licenziosi, venne sacrificata da Govoni su consiglio dell’editore e sostituita da un’altra sezione: “Giallo crisantemo e violetto pasquale”, molto più innocua della precedente. Certo non si può affermare che le poesie di questa opera govoniana posseggano requisiti di originalità, ma certo i cento sonetti de “Le fiale” rappresentano una piacevole sorpresa per la inattesa scoperta di un poeta molto bravo e precoce, capace di trasporre in lingua italiana le tendenze più in voga della lirica europea di quel preciso periodo; ecco a tal proposito cosa dice l’illustre critico Giuseppe Farinelli nel volume “Vent’anni o poco più” (Edizioni Otto/Novecento, Milano 1998):
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