
Formato: EPUB
Più di un adulto su quattro è in rottura con un familiare. Eppure continuiamo a trattare il conflitto con i nostri genitori come se fosse una questione privata che si risolve con una diagnosi trovata su internet.
Tua madre non è una narcisista. Tuo padre non ti faceva gaslighting manipolando i tuoi ricordi e facendoti credere di essere pazzo/a. E la cosa peggiore che puoi fare al rapporto che avete è dargli un nome clinico preso da un reel di sessanta secondi. O seguire le indicazioni universali di un sedicente guru o coach delle relazioni.
Perdona il Padre e la Madre parte da una constatazione semplice: la psicologia pop ha trasformato il conflitto familiare — la cosa più complessa dell’esperienza umana — in un processo con un colpevole, una vittima e una sentenza. Funziona benissimo come sfogo. Funziona in maniera pessima come strumento di comprensione.
Corrado Manenti, laureato in psicologia clinica, smonta l’etichetta “genitore tossico” (nata nel 1989 con Susan Forward, che parlava di abuso vero — non di tua madre che ti chiede se hai la maglia), attraversa i classici della psicologia del legame (Freud, Winnicott, Bowlby, Fairbairn) per spiegare perché un figlio non riesce a mollare anche quando fa male, e introduce un concetto originale — “La Catena dei Figli Incazzati”: tua madre è anche la figlia di tua nonna, con le sue crisi, i suoi conti aperti, i suoi schemi non elaborati. Tre generazioni, tre crisi diverse, stesso tavolo di Natale.
Nel libro troverai i dati veri sulle rotture familiari, un capitolo sui fratelli cresciuti nella stessa casa che ricordano due infanzie diverse, un capitolo sul perdono (che non è quello che pensi), uno su una componente economica della rabbia filiale che nessuno nomina, e un finale scomodo: e tu, che genitore sei?
Non è un libro che ti dice di perdonare, non è un libro che ti dice di tagliare i ponti. Propone una terza via — la differenziazione del sé di Murray Bowen — quasi mai tradotta per il grande pubblico.
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