
Formato: EPUB
«Mia madre si chiamava Rosa. Questo libro è il mio modo di tenerla per mano ancora un po’, di raccontare a chi non l’ha conosciuta — e di ricordare a me stessa — che tipo di donna straordinaria fosse.»
Cosa resta di una madre quando il tempo sembra voler sbiadire ogni ricordo?
Restano le radici, profonde e invisibili, capaci di resistere anche quando il vento della vita soffia più forte. In questo memoir intimo e potente, Cristina Picone ripercorre quindici anni di respiri, promesse e battaglie.
Attraverso una narrazione che fonde memoria e speranza, l’autrice racconta la storia di Rosa, una donna che è stata “scudo” contro le avversità e “ponte” verso il futuro per i suoi figli. Dalla lotta coraggiosa contro la malattia fino alla scoperta di un diario segreto del padre, Andrea — un uomo di poche parole che affidava alla poesia ciò che il cuore non riusciva a gridare — il libro esplora il legame indissolubile tra passato e presente.
Tra le strade di una Palermo ritrovata e le sfide di una Roma che illude e tradisce, si consuma il viaggio di una “figlia imperfetta” che ha dovuto farsi madre troppo presto. È una storia vera di resilienza, un atto d’amore dedicato a chiunque abbia dovuto imparare a camminare da solo, scoprendo che chi ci ha amati non se ne va mai davvero.
In inno alla vita che vince sul dolore, una testimonianza necessaria su come onorare chi ci ha messi al mondo diventando, noi stessi, il ponte verso il futuro dei nostri figli.
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