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Perché il frigorifero che hai in cucina funziona con un compressore, e non con il ciclo senza parti mobili che Einstein aveva brevettato nel 1926?
Risposta istintiva: evidentemente il compressore era meglio.
Ecco. No.
Nel 1930 la partita era aperta. Il frigorifero di Einstein non ha perso contro un rivale tecnicamente superiore: ha perso perché è arrivato il freon, è arrivata la Grande Depressione, è arrivato il nazismo. Tre eventi che con la termodinamica non c’entrano niente.
Ed è questo il punto del libro: quasi nessuna delle cinquanta idee che stai per leggere è morta per ragioni tecniche.
Cinquanta invenzioni del caldo e del freddo, cinquanta storie, quasi sempre lo stesso copione. Tre trappole:
- Il prezzo del combustibile del momento. Mouchot fa il ghiaccio col sole nel 1878, poi il carbone crolla di prezzo e una commissione governativa dichiara il solare «non economico». Chiuso.
- Il rivale arrivato nell’anno sbagliato. La CO2 come refrigerante funzionava già e girava sulle navi di mezzo mondo: spazzata via dal marketing dell’industria chimica e dimenticata per sessant’anni. Oggi è lo standard nei supermercati europei.
- Il modello di business impossibile. Il Crosley IcyBall, frigorifero senza elettricità per l’America rurale, era troppo buono: non si rompeva mai, niente ricambi, niente assistenza. Nessuna azienda poteva camparci.
Dentro ci trovi il frigorifero senza parti mobili di Einstein e Szilárd, le torri del vento persiane, il muro solare brevettato da Morse nel 1881 e riscoperto ottantatré anni dopo col nome di un altro, la heat pipe finita in un cassetto alla General Motors, la casa che Mária Telkes scaldò per due inverni e mezzo col solo sole, l’ipocausto romano, la refrigerazione magnetocalorica.
E la parte che rende questo libro attuale: stanno tornando tutte. Una per una. La pressione climatica e le normative sui gas fluorurati stanno riaprendo esattamente le porte che il petrolio a basso costo aveva chiuso.
Ogni capitolo risponde a quattro domande: chi l’ha pensata, perché aveva senso, che cosa l’ha fermata, che cosa ne resta oggi. I brevetti sono citati con numero e anno, così puoi andarti a leggere i disegni originali.
Scritto da chi fa Ricerca e Sviluppo nel settore da vent’anni, e le tre trappole le ha viste da vicino.
Resta una domanda sola: quante idee giuste stiamo buttando via adesso, solo perché l’energia costa ancora troppo poco perché il conto torni?
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