Lungo i fondali dello Ionio, la dorsale strategica in fibra ottica e i nodi piezoelettrici della Marina Militare registrano anomalie ritmiche impossibili: una “frequenza del buio” a 430 MHz che maschera il transito di unità sottomarine non tracciate attraverso il Golfo di Taranto. Denise Valle, brillante perito tecnico civile impiegata nell’Arsenale, è costretta a coprire quelle tracce alterando i registri di calibrazione. Non agisce per denaro né per ideologia, ma sotto un ricatto brutale: un consorzio occulto paga le costosissime cure sperimentali di suo fratello Leo, rimasto paralizzato alle gambe dopo un grave incidente e ricoverato in una clinica privata a Basilea. La regola degli aguzzini è spietata: un solo dato corretto sui monitor della Marina e le macchine di supporto vitale di Leo verranno spente all’istante.I vertici della Difesa, insospettiti dai vuoti di segnale, inviano sul posto l’ispettore Damiano Valentino, capitano dell’intelligence navale ed ex incursore. Uomo inflessibile, segnato nel corpo da una devastante ustione da acido fluoridrico subita anni prima durante un misterioso sabotaggio mai chiarito, Damiano individua subito in Denise l’anello debole della catena e la stringe d’assedio a bordo del pontone di collaudo Nereo. La diffidenza iniziale si trasforma in un’alleanza forzata quando una cellula mercenaria, guidata dall’ispettore corrotto Bellini, tenta di eliminare entrambi a colpi d’arma automatica sul molo San Cataldo per impedire il recupero di una micro-chiave a induzione magnetica.Compreso che Denise è solo una pedina sacrificabile ostaggio del ricatto, Damiano decide di non consegnarla alla burocrazia dei comandi, che la userebbe come capro espiatorio. Insieme neutralizzano Bellini nei sotterranei allagati del Castello Aragonese e si rifugiano temporaneamente in un vecchio faro marconiano lungo la litoranea adriatica, dove Denise decodifica i dati della chiave magnetica e scopre l’esistenza di un’infiltrazione ai massimi livelli romani.Per strappare la prova definitiva al fondo del mare, i due salgono a bordo della nave idrografica Galatea e scendono con il minisommergibile Pegaso a seicento metri di profondità nella Fossa di Leuca. Nelle tenebre dell’abisso affrontano e speronano il NEXUS-DEEP-4, un drone subacqueo clandestino ancorato direttamente alla dorsale. Denise riesce a strappare il pod di memoria primario con i bracci manipolatori mentre lo scafo rischia l’implosione per la pressione i
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