
Formato: EPUB
Che cosa accade quando la sofferenza non nasce soltanto dal conflitto, ma da una mancanza più profonda, più antica, più difficile da nominare? In che modo un soggetto può portare per tutta la vita il segno di qualcosa che non si è formato pienamente all’inizio, e che continua a riapparire sotto forma di vuoto, dipendenza, fragilità o bisogno di un nuovo inizio?
Sono queste le domande decisive che attraversano l’opera di Michael Balint, uno degli autori più raffinati e clinicamente decisivi della psicoanalisi del Novecento.
In Balint spiegato, Deivede Eder Ferreira — filosofo e psicoanalista, fondatore della ABRAFP (Associazione Brasiliana di Filosofia e Psicoanalisi) — guida il lettore dentro una delle costruzioni teoriche più importanti per comprendere il difetto fondamentale, la dipendenza primaria, la regressione e la relazione terapeutica come luogo di trasformazione.
Questo volume mostra con chiarezza e rigore che Balint non è soltanto un autore tecnico o un nome secondario nella storia della psicoanalisi, ma un pensatore essenziale per comprendere quelle forme di sofferenza che non si organizzano solo intorno al sintomo e al conflitto, ma intorno a un senso più originario di mancanza, di frattura e di incompiutezza relazionale.
Nel corso delle sue pagine, il lettore incontrerà i nuclei fondamentali del pensiero balintiano: il difetto fondamentale, l’amore primario, la dipendenza, la regressione terapeutica, l’idea di nuovo inizio, il ruolo della misura clinica, del tatto analitico e della non-intrusività. Ma soprattutto comprenderà perché questi concetti restano decisivi per la clinica contemporanea: perché aiutano a leggere il vuoto interno, la fragilità del Sé, la paura della dipendenza, l’autosufficienza difensiva e la ricerca di legami che possano finalmente diventare affidabili.
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