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Che cosa accade quando il soggetto continua a cercare proprio ciò che lo ferisce? Perché certi legami dolorosi persistono, anche quando generano sofferenza, frustrazione o vuoto? E in che modo l’apparato psichico si organizza intorno a oggetti interni che continuano ad agire dall’interno della vita emotiva?
È a partire da queste domande decisive che il pensiero di W. R. D. Fairbairn si impone come una delle svolte più profonde della psicoanalisi del Novecento.
In Fairbairn spiegato, Deivede Eder Ferreira — filosofo e psicoanalista, fondatore della ABRAFP (Associazione Brasiliana di Filosofia e Psicoanalisi) — guida il lettore dentro una delle costruzioni teoriche più originali della tradizione psicoanalitica: una teoria in cui la libido non cerca anzitutto il piacere, ma l’oggetto; e in cui la sofferenza psichica si organizza attorno a oggetti interni, scissioni dell’Io, difese schizoidi e forme di dipendenza che persistono anche quando il legame è distruttivo.
Questo volume mostra con chiarezza e rigore che Fairbairn non è soltanto un autore storico delle relazioni oggettuali, ma un pensatore decisivo per comprendere perché il soggetto resti legato a oggetti cattivi, rifiutanti o frustranti, e perché l’apparato psichico preferisca talvolta la fedeltà al legame che ferisce piuttosto che il rischio della separazione.
Nel corso delle sue pagine, il lettore incontrerà i nuclei fondamentali del pensiero fairbairniano: la libido oggetto-cercante, gli oggetti interni, la scissione dell’Io, l’oggetto rifiutante, l’oggetto eccitante, il libidinal ego, l’anti-libidinal ego, la dipendenza primaria e le difese schizoidi. Ma soprattutto comprenderà perché Fairbairn resti essenziale per la clinica contemporanea: perché aiuta a leggere i legami tossici, il ritiro emotivo, la difficoltà a separarsi da relazioni dolorose e la costruzione di mondi interni abitati da oggetti che continuano a governare il soggetto dall’interno.
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