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Che cosa accade quando la sofferenza non si manifesta soltanto come conflitto, ma come vuoto, assenza, fragilità della vita interiore e impoverimento del desiderio? Come comprendere quei soggetti che non soffrono solo per ciò che è rimosso, ma per ciò che non ha trovato forma, rappresentazione o continuità psichica?
È in questo territorio difficile e decisivo che il pensiero di André Green si impone come una delle elaborazioni più profonde della psicoanalisi contemporanea.
In Green spiegato, Deivede Eder Ferreira — filosofo e psicoanalista, fondatore della ABRAFP (Associazione Brasiliana di Filosofia e Psicoanalisi) — guida il lettore dentro l’opera di uno dei più importanti teorici del vuoto psichico, del narcisismo, del lavoro del negativo, del complesso della madre morta e dei processi di de-simbolizzazione che segnano molte forme del disagio contemporaneo.
Questo libro mostra con chiarezza e rigore che Green non è soltanto un autore complesso della tradizione francese, ma un pensatore indispensabile per comprendere quelle configurazioni cliniche in cui il soggetto appare interiormente desertificato, privo di legami vitali, impoverito nella capacità di rappresentare, desiderare e investire il mondo interno ed esterno.
Nel corso delle sue pagine, il lettore incontrerà i nuclei fondamentali del pensiero greeniano: il lavoro del negativo, il vuoto, la disoggettualizzazione, il complesso della madre morta, il narcisismo di vita e il narcisismo di morte, il crollo della simbolizzazione e le forme cliniche della sofferenza non rappresentata. Ma soprattutto comprenderà perché André Green continui a essere decisivo per leggere il nostro tempo: un tempo in cui molti soggetti non arrivano in analisi con sintomi classici, ma con stanchezza psichica, ritiro narcisistico, fragilità affettiva, discontinuità interiore e difficoltà a sentire il mondo come vivo.
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