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Formato: EPUB
Jeremy, ventitreenne ribelle, dopo la morte dei suoi genitori, si trasferisce dallo zio Luke con il quale non ha un buon rapporto. Abituato alla metropoli, riscontra non poche difficoltà ad ambientarsi in una piccola cittadina che lui considera noiosa e bigotta, l’unica nota positiva del suo trasferimento è l’aver incontrato Arya, sua coetanea e sua nuova vicina. Ad una festa, i due si cacciano nei guai e successivamente vengono condotti in commissariato dove verranno condannati a svolgere dei servizi sociali. Tra Jeremy e Arya non corre buon sangue, sono restii l’uno nei confronti dell’altra a causa di una forte antipatia iniziale e da un’incompatibilità che li porterà a scontrarsi continuamente. Ma se tutto quell’astio nascondesse un inesorabile attrazione?
ESTRATTO:
(…)«Un tiro? Me l’ha venduta il tipo che si mette infondo alla strada, dice che è roba buona».
«Ti sei circondato subito di ottime amicizie, vedo. Comunque no, grazie» mi risponde con un ghigno divertito, «ora devo rientrare…» cerca di ricordare il mio nome anche se in realtà non ci siamo mai presentati.
Con uno scatto salto giù dalla finestra a circa tre metri da terra e lei mi guarda con gli occhi sgranati. Mi appoggio con le mani sul terreno mi rialzo e mi avvicino allo steccato che divide le due ville. «Sono Jeremy».
«Ah giusto, ero confusa con stronzo, coglione e testa quadra. Sai, tuo zio è così che ti chiama quando litigate», continua a sorridermi con un’ espressione malandrina.
«Touché» mi limito a rispondere restando imbambolato a fissare i suoi occhi blu.
«Vabbe’, ora rientro, è tardi per parlare con gli sconosciuti», mi dice a mo’ di predica.
A Boston non erano così diffidenti, eppure lì, nei vicoli ciechi davvero ci trovavi di tutto, dagli spacciatori alle puttane. «Beh a volte si conosce meglio una persona in cinque minuti che in una vita intera. Può sorprenderti quanto il tuo giudizio possa cambiare quando di mezzo non ci sono sentimenti né vincoli», faccio una pausa e la guardo diritto negli occhi. «Ti chiami Arya, giusto?»
ESTRATTO:
(…)«Un tiro? Me l’ha venduta il tipo che si mette infondo alla strada, dice che è roba buona».
«Ti sei circondato subito di ottime amicizie, vedo. Comunque no, grazie» mi risponde con un ghigno divertito, «ora devo rientrare…» cerca di ricordare il mio nome anche se in realtà non ci siamo mai presentati.
Con uno scatto salto giù dalla finestra a circa tre metri da terra e lei mi guarda con gli occhi sgranati. Mi appoggio con le mani sul terreno mi rialzo e mi avvicino allo steccato che divide le due ville. «Sono Jeremy».
«Ah giusto, ero confusa con stronzo, coglione e testa quadra. Sai, tuo zio è così che ti chiama quando litigate», continua a sorridermi con un’ espressione malandrina.
«Touché» mi limito a rispondere restando imbambolato a fissare i suoi occhi blu.
«Vabbe’, ora rientro, è tardi per parlare con gli sconosciuti», mi dice a mo’ di predica.
A Boston non erano così diffidenti, eppure lì, nei vicoli ciechi davvero ci trovavi di tutto, dagli spacciatori alle puttane. «Beh a volte si conosce meglio una persona in cinque minuti che in una vita intera. Può sorprenderti quanto il tuo giudizio possa cambiare quando di mezzo non ci sono sentimenti né vincoli», faccio una pausa e la guardo diritto negli occhi. «Ti chiami Arya, giusto?»
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