![Shardana: Ariani, Ebrei e Popoli del Mare (Italian Edition) de [Diego Marin]](https://m.media-amazon.com/images/I/41JyUV3gpDL.jpg)
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I protagonisti di questo saggio sono i popoli dominatori del Mediterraneo nell’età del bronzo, ai quali la storia insegnata nelle scuole e nelle università non rende affatto giustizia. Uomini forti, capaci di prendere ciò che volevano, di dettare le regole di commerci e navigazione, di formare combattenti, e di creare e disfare dinastie nelle “nazioni” loro contemporanee. Sono Siculi, Shardana, Sabini, Celti, Teucri, Lukka, Libici e Achei, conosciuti complessivamente come Popoli del Mare, talvolta etichettati “Pelasgi” in memoria dei mitici abitanti di Atlantide a cui si rifarebbe la loro origine. Ma una sottile imprecisione rischia di compromettere la comprensione del loro ruolo nella storia; perché in effetti non stiamo parlando di popoli nel senso usuale, nei quali un gruppo di “migliori” è emerso all’alba della civiltà per organizzare i propri “connazionali”. No. I capi dei Popoli del Mare erano individui venuti da altrove, da paesi talvolta molto lontani dalle popolazioni che avrebbero soggiogato. Sono quelli che gli antichi Egizi hanno chiamato Hyksos e che gli archeologi – che hanno scavato le loro tombe tra Mar Nero e Mar Caspio – chiamano “Sciti Reali”. Le migrazioni degli Hyksos erano spostamenti di pochi individui, con un’astuzia da arrampicatori sociali che come sanguisughe si attaccavano alla tunica dei sovrani preesistenti, ne diventavano i consiglieri, i ministri e in successione ne sposavano gli eredi e corrompevano i notabili, riuscendo infine ad assurgere al trono.
Attraverso loro, la “vera” storia è una storia di famiglie, non di popoli e nazioni. Ciò comportava il configurarsi di situazioni paradossali, specie allorquando la popolazione soggiogata iniziava ad alzare la cresta e minacciava di organizzarsi contro i propri padroni. In prossimità di una rivolta, gli Hyksos infiltravano sé stessi nei governi dei popoli confinanti e, ottenuta una nuova posizione, i governanti “infiltrati” minacciavano di attaccare la loro patria originaria, senza ovviamente che il popolo minacciato avesse consapevolezza della loro origine. La minaccia esterna così creata rendeva il popolo obbediente e ne sfoltiva le fila attraverso la guerra. Infine il popolo esterno occupava il territorio degli “ex-rivoltosi”, e la classe dominante ritornava a casa alla testa di un popolo diverso. Gli Hyksos rinnegati, scomodi, venivano lasciati indietro (con una scusa) a condurre la popolazione primaria, e dopo l’occupazione venivano annientati. Questa metodologia d’azione risulterà famigliare, in quanto gli Hyksos non sono mai scomparsi, e oggi controllano banche, multinazionali, media e compagnie petrolifere, e dettano legge attraverso i discepoli da essi introdotti nei governi nazionali attraverso le armi incontrastabili della paura e della propaganda.
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