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Questa la storia di un amore fra Giorgio Mavi, un giovane uomo mai veramente divenuto adulto, e la Passiotti, un’anziana professoressa condannata alla gogna pubblica. la storia di una fuga a Parigi, fra tombe di grandi scrittori e misteriose librerie inglesi. E poi, anche la storia di una sconfitta, perch quando morir la nostra prima e ultima lettrice, cio nostra madre, ogni libro ci sembrer inutile e decideremo di non scrivere pi, rifacendoci al silenzio di Rimbaud dopo i vent’anni, in Africa. S, eccessivo, ma questo un romanzo di eccessi. , ancora, la storia di una rivalsa, perch grazie alla regina di Francia la mitica professoressa, ormai abbandonata in un ospizio terrificante il nostro giovane eroe scoprir il significato ultimo della letteratura e forse della vita stessa: la ribellione degli sconfitti e degli esiliati, il blasone di chi non ha pi niente da perdere e che perci si permette non tanto di salvarsi quanto di esistere e, per questo, meravigliarsi. Giorgio Mavi aveva un padre, folle e buffo, sul punto di impazzire, e viveva una vita che non sopportava, mentre la professoressa Passiotti sarebbe morta in un ospizio senza mai pi leggere i libri che amava: adesso, per, cambiato tutto, e tutti e tre sono in viaggio per la Francia, di notte. Ho servito la regina di Francia un romanzo che si concede il lusso della bellezza e della meraviglia, e questo strano terzetto di italiani a Parigi sapr non soltanto divertirvi ma anche commuovervi; quanto alla regina di Francia, ha in serbo un’ultima sorpresa per il suo giovane servitore e amico, e per noi che leggiamo. Un romanzo di corsa, allegro e compito, pieno di decoro, inconvenienti e occasioni. Che fa la rivoluzione, senza mai perdere la tenerezza.
