
Diario di una logopedista a Dubai è un memoir narrativo che intreccia storie cliniche, crescita personale e shock culturale. Emanuela, logopedista italiana, lascia un sistema professionale rigido e poco meritocratico per ricominciare in un Paese che cambia ogni giorno pelle. Dal trauma del “dover obbedire” alla scoperta della vera multidisciplinarietà, passando per pandemie, famiglie e bambini che insegnano più di quanto ricevano, il libro mostra la logopedia fuori dagli stereotipi: non tecnica sterile, ma relazione, ascolto e libertà. Con uno stile diretto, elegante e profondamente umano, il memoir parla di comunicazione come atto politico e come atto d’amore. È una lettura che emoziona, indigna, fa sorridere e invita a ripensare cosa significa davvero dare voce a qualcuno.
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