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Faremo insieme un breve viaggio nel passato, e lo faremo
alla ricerca delle radici della modernità. La prima tappa ci
porta alla periferia di Firenze, nel gennaio del 1638, in
una casetta con un piccolo ono attorno. In una cameretta
c’è un uomo di secrantaquattro anni, diventato completamente cieco, che sta dettando una lettera a un amico
che abita a Venezia. Una lettera abbastanza lunga, in cui a
un cerro punto compare una frase, im maginiamo di
leggerla insieme: «Nelle mie tenebre non posso dar
quiete all’inquieto mio cervello». La firma della lettera:
Galileo Galilei.

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