
Chi pratica un cammino simbolico — qualunque esso sia — si trova costantemente esposto a una tentazione. La tentazione di trasformare ciò che orienta in ciò che fonda. Di scambiare la bussola per il territorio. Di credere che i simboli siano la cosa stessa, invece che modi di pensare la cosa. È una tentazione comprensibile, quasi inevitabile. Perché i simboli sono potenti, perché le esperienze rituali sono intense, perché il cuore umano desidera certezze.Ma cedere a questa tentazione ha conseguenze. La prima è l’irrigidimento: se possiedi già la verità, non hai più bisogno di interrogarti. La seconda è l’esclusione: se la tua via è l’unica che conduce alla meta, le altre vie sono errori o inganni. La terza è la più sottile: perdi la capacità di distinguere tra ciò che sai e ciò che credi, tra ciò che puoi mostrare e ciò che devi postulare.Passeggio KantianoR:.L:. n.1363 – Enrico Fermi
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