
Negli ultimi decenni dell’Ottocento, e sino alla Grande Guerra, fiorì in Italia un singolare genere di produzione pubblicistica. Giornalisti e scrittori pronti a sfruttare il morboso interesse dei lettori per il “forte” e il proibito, presero a raccontare le loro indagini su quei vasti strati proletari e sotto proletari che alimentavano fosche leggende di banditismo, camorra, mafia, prostituzione e delinquenza urbana.
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