Francesca Diotallevi – In me dorme un grido (2026)

FORMATO: EPUB

Sul fianco scosceso del colle solitario, dove gli altri vedono pietre e polvere, la donna esile con lo sguardo terso d’azzurro immagina un giardino. Quel pezzo di Toscana non è il luogo quieto che le hanno descritto i proprietari: è terra che grida, forse proprio perché la sta aspettando. Lei, Niki de Saint Phalle, l’artista che ha sconvolto Parigi e poi l’ha sedotta. L’arte le ha salvato la vita. In principio, quando l’abisso della mente ha cercato di inghiottirla e suo marito le ha imposto il ricovero, nei terribili giorni bianchi dell’ospedale, sono stati un mucchio di foglie, carta e colla; poi, a casa, sono arrivate la creta, gli smalti, le vernici, i colpi di fucile per gridare al mondo la rabbia che non si può più soffocare. Da allora Niki ha imboccato l’unica via possibile, e ha pagato un caro prezzo. Anni in cui si è allontanata dai figli, ha infragilito i polmoni e le mani, reciso ogni legame con la sua famiglia d’origine. Anni in cui ha incontrato anche l’amore, Jean Tinguely, il saturnino scultore di macchine animate, e si è inebriata di libertà. E ora, su questa terra brulla, è giunto il tempo di costruire la sua cattedrale. Un’impresa titanica, in cui la accompagnano artisti da tutto il mondo ma anche la ruvida gente del posto. Ventidue sculture monumentali, giganti di vetro e specchi lucenti come stelle – i ventidue Arcani maggiori dei Tarocchi. Lì, tra l’Imperatrice e il Diavolo, la Papessa e il Mago, c’è tutto. Quello che non fa dormire e quello che fa volare, quello che uccide e quello che cura, i mostri e la meraviglia. In questo eroico viaggio di cadute e rinascite, ferite e bagliori, Francesca Diotallevi canta l’anima inquieta, furiosa e bellissima della creatrice del Giardino dei Tarocchi, lì dove potremo scegliere se perderci o abitare, come in un sogno. Quando si rialzò, guardò dall’alto il mosaico improvvisato: il volto femminile nato dall’esplosione, bellissimo. Ora poteva essere molte. Poteva occupare tutto lo spazio, alzare la voce, pretendere di essere ascoltata. Poteva decidere senza chiedere il permesso: non aveva bisogno di uno specchio intatto per riconoscersi.
Dei suoi libri hanno scritto:
«Francesca Diotallevi racconta con passione, sempre sorretta da una scrittura di grande valore, la parte non illuminata delle persone, quella occulta, taciuta». Il Fatto Quotidiano
«La scrittrice riflette sulla magia della scrittura, lusinga e condanna a un tempo, autentico Demone, una forma particolare di incantesimo». Corriere della Sera
«Diotallevi dà ulteriore prova del suo talento con uno struggente romanzo sulla vita di una delle grandi artiste invisibili del XX secolo». Vanity Fair

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