
È impresa ardua trovare un saggio sul razzismo e sull’antisemitismo fascisti che non mostri in copertina un’immagine della «Difesa della razza», il quindicinale diretto da Telesio Interlandi (Chiaramonte Gulfi, 1894 – Roma, 1965) fra l’agosto 1938 e il giugno 1943. Né è raro che, spesso in modo incoerente, giornali e riviste pubblichino, a corredo di articoli di divulgazione storica su questi temi, i celebri fotomontaggi della rivista.
In Italia «La Difesa della razza» è oggi innanzitutto un’icona. E lo è da parecchio tempo, se si pensa che già nell’aprile 1954 «Il Calendario del Popolo», sorta di almanacco di propaganda del PCI, pubblicava le caricature eugenetiche della rivista per criminalizzare Mendel, presentandolo come uno dei precursori del razzismo nazista1.
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