
Tautologia e contraddizione sembrano essere i due guardiani della sensatezza della nostra comprensione del mondo. Tra queste due soglie opposte si estende la regione entro cui è possibile costruire e comunicare un senso.
Al suo interno la monotonia dell’identità e la cacofonia dell’assoluta diversità si combattono reciprocamente e quando il risultato del contrasto è la limitazione reciproca, da essa può sorgere la polifonia dell’esperienza sensata. Ma cosa accade se si tenta di collocarsi sul limite della tautologia e della contraddizione? Forse esse custodiscono la traccia di un “al di là” rispetto alla comprensione ordinaria del mondo che resterebbe inaccessibile se non ci si avventurasse a cercare nella nostra conoscenza forme e principi che giacciono ancora inesplorati o che non hanno avuto ancora occasione di attivarsi e dispiegarsi nella piena attuazione del proprio potenziale euristico.
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