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I significativi consensi acquisiti dalla manifestazione promozionale “Azzurro a Tavola”, nell’estate di cinque anni or sono, ha suggerito di dare un seguito concreto a tale proposta, atta a valorizzare uno dei segmenti più tipici della nostra produzione alimentare.
Ideato e curato da Fulvia Costantinides, che già aveva posto la sua sensibilità e la sua creatività al servizio di quello edito nel 1986, questo volumetto conferma come l’iniziativa sia stata coronata da un successo lusinghiero, per molti aspetti superiore a ogni più ottimistica previsione. Alle iniziali gustose proposte culinarie i ristoratori triestini vi accompagnano infatti ulteriori raffinati frutti del loro sapiente esperire professionale, a riprova di una mai disattesa tradizione di elevata qualità; e si prestano a un confronto suggestivo con cuoche e cuochi di cui sono palestra i fornelli di casa e il giudizio di commensali amici, e cui la passione gastronomica ispira preparazioni non meno seducenti e originali.
Le ricette incentrate sull’utilizzo del pesce azzurro sono dunque — e legittimamente — le grandi protagoniste della pubblicazione, che è altresì arricchita da alcune pregnanti pagine di Mady Fast, studiosa e ricercatrice di punta sul tema affascinante della cucina triestina. Alla loro persuasività è affidato un messaggio che travalica l’importanza stessa della manifestazione: l’eccellenza gastronomica non si coniuga necessariamente all’elevato costo degli ingredienti, bensì dipende in ben più larga misura dall’abilità e dall’intelligente fantasia di chi quegli ingredienti elabora per trasformarli in ‘piatto”.
Questa pubblicazione, se da un lato fornisce un repertorio ampio ed equilibrato di ricette tutte di agevole esecuzione, dall’altra vuol dunque rappresentare uno stimolo affinché l’amore per la sperimentazione, sulle basi corrette e doverose dell’utilizzo del patrimonio alimentare di maggiore disponibilità, si diffonda sempre più nelle due culture culinarie, la casalinga e della ristorazione pubblica.
In tal senso, accanto a ottenere certe ricadute sul nostro sistema economico, potremo andar fieri di aver saputo tutelare, di Trieste e delle sue tradizioni, un punto di riferimento tutt’altro che secondario.
