
Italian | Scan PDF | Pagine: 146 | Ed. Corriere della Sera | 2018
Ogni cosa che si muove nello spazio – dalle stelle ai buchi neri e perfino noi stessi, anche solo sollevando un dito – emette onde gravitazionali, le distorsioni dello spazio-tempo previste dalla relatività di Einstein. La loro individuazione, nel 2015, ha segnato il culmine di un’avventura scientifica e tecnologica – con l’Italia in prima fila – volta a rilevare queste vibrazioni che all’origine, milioni o miliardi di anni fa, avevano un’energia pari a quella emessa da tutte le stelle dell’universo visibile, ma che giunte sulla Terra sono divenute infinitamente più piccole di un nucleo atomico. Si è aperta così una finestra del tutto nuova sul cosmo, che ci può svelare preziose informazioni sulla sua nascita, la sua struttura e la sua evoluzione: per esempio, portando fino a noi la “firma gravitazionale” di ciò che è accaduto subito dopo il Big Bang.
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